Dental Tribune 27/11/2017

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Cattura

La piramide non è più monca. Quel fantasma che da sempre si aggirava negli eventi ASO si è dissolto come neve al sole, dopo aver turbato per anni i rapporti intersindacali coi Sindacati medici e i sonni di molte Assistenti alla poltrona.

. Il 23 pomeriggio, infatti, la Conferenza Stato/Regioni ha raggiunto l’accordo all’unanimità per dare agli Assistenti di Studio Odontoiatrico (ASO), drappello più corposo della piramide sindacale (circa 120 mila unità) la personalità giuridica, oltre a quella di fatto, professionalizzante, guadagnata negli anni a fianco della piramide apicale attraverso incombenze anche molto delicate.

Guardando in passato forse è stata proprio la molteplicità dei compiti sanitario/gestionali a rendere così tortuoso l’iter verso la norma che livella competenze e professionalità. O forse come si disse all’ultimo congresso ASO di Milano (11 marzo 2017) era semplicemente il fatto che sindacato in Italia evoca immancabilmente l’idea del conflitto e scontro, mentre le ASO hanno sempre proclamato di voler innanzitutto crescere e qualificarsi all’interno dello studio.

Comunque sia, nell’affidare a un futuro ampio servizio e ai giuristi il compito di illuminare le pieghe dell’“articolato” approvato il 23 dallo Stato/Regioni e nell’attesa del Decreto del Consiglio dei Ministri (poco più di una formalità giuridica), chiediamo a Fulvia Magenga, Segretario nazionale di SIASO/Confsal, sindacalista più diplomatica che barricadiera, di commentare il traguardo tanto spesso evocato da diventare alla fine quasi una chimera.

Quella stessa Magenga che secondo quanto riportano le cronache partecipando, come uditore all’incontro risolutivo nella sede della Conferenza, a Roma, nell’udire la fatidica frase “Approviamo all’unanimità” si è dovuta sedere, gli occhi lucidi per l’emozione e sulle labbra una frase che suona come uno slogan: «Finalmente esistiamo anche noi!».

«È nata una nuova professione in ambito odontoiatrico che dona dignità al collaboratore del dentista – commenta –. Il percorso di studi è stato uniformato in tutta Italia: 700 ore prepareranno l’ASO al lavoro. Finalmente non avremo più persone improvvisate accanto al dentista e in linea di sterilità. Le autoclavi verranno controllate tutti i giorni, come è corretto, e non a seconda di quel che dice il titolare dello studio».

L’accordo livella anche le differenze attualmente esistenti tra i gradi di preparazione a seconda della latitudine? «Gli odontoiatri avranno di fianco persone preparate in modo uniforme, dalla Val d’Aosta alla Sardegna» puntualizza. E accennando all’azione propulsiva del Sindacato «Il SIASO/CONFSAL – aggiunge – ha monitorato ogni giorno il percorso dell’iter sensibilizzando le istituzioni competenti per portare a termine un documento condivisibile e dignitoso».

Eppure sul frontespizio dell’accordo il nome SIASO non compare… «Non abbiamo insistito per comparire perché la cosa avrebbe rallentato ulteriormente l’accordo ma il SIASO/CONFSAL era presente alla sigla presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri quel pomeriggio di giovedì 23».
Qual è lo stato d’animo prevalente in questo evento così atteso? «Siamo felici per i nuovi lavoratori che si affacciano alla professione di ASO e soddisfatti per le persone che lavorano, le quali potranno contare sul riconoscimento a patto che abbiano una anzianità lavorativa di almeno 36 mesi, anche se non continuativi, nell’ultimo quinquennio dall’attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio».

Le iniziative più immediate SIASO per far fronte alla vostra nuova dignità? «Abbiamo già istituito un ufficio che comunicherà i propri contatti attraverso il sito istituzionale www.siaso.it e valuterà gli attestati emessi negli anni dalle Regioni. Il Segretario Responsabile dei corsi accreditati, Ivana D’Addario e la consulente Roberta Pegoraro seguiranno da vicino le ASO che ne avranno bisogno. Il sindacato sta predisponendo, con strutture formative importanti i futuri corsi ASO da 700 ore da accreditare».

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