Assistenti di studio una svolta di riqualificazione

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Luglio 2009

Il Segretario Nazionale del Sindacato Assistenti di Studio Odontoiatrico (SIASO) fa il punto della situazione per la categoria

Lo scorso 2 luglio 2007, sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL) Serie Ordinaria numero 27, è stato pubblicato il profilo dell’assistente di studio odontoiatrico (ASO) definito con decreto regionale n. 6481 del 14 giugno 2007, identificativo Atto n. 633 Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro: approvazione del percorso formativo: “assistente alla poltrona di studio odontoiatrico” in attuazione dell’art. 1 comma 2 legge 43/2006 (vedi l’approfondimento nei due box in questa pagina, ndr).

Necessaria la riqualificazione dell’assistente di studio

L’introduzione del profilo determina una prima, immediata conseguenza: da questo momento chiunque in Lombardia voglia esercitare legittimamente questa professione dovrà essere in possesso del diploma professionalizzante rilasciato dalla regione.

Perché? Perché l’individuazione di un preciso profilo professionale e la determinazione del relativo corso di studi al termine del quale, superato un esame, il candidato viene dichiarato “diplomato” cioè idoneo allo svolgimento di tale compito, racchiude in sé il concetto che chi non ha supera- to il corso di studi, non è idoneo a svolgere quella mansione.
Fino ad oggi le assistenti odontoiatriche venivano formate, nella maggioranza dei casi, dallo stesso odontoiatra e frequentavano, alcune più di altre, corsi realzzati da note associazioni sindacali (ANDI, AIO, ecc.) o culturali (COI AIOG, SIdP, SIDO, ecc.) corsi di aggiornamento, conferenze, o altro.

Ma l’introduzione da parte della Regione di un preciso mansionario con relativo corso di studi, rappresenta la chiusura con ciò che è stato e l’inizio del nuovo.

Ma come fanno migliaia di persone che lavorano 40 ore la settimana a frequentare un corso di 1.000 ore con frequenza obbligatoria per essere autorizzate a fare il lavoro che già facevano? Molte di queste persone non possono permettersi di licenziarsi (o comunque prendere 8 mesi di permesso) per frequentare le 1.000 ore e sostenere l’esame finale. Proprio per queste considerazioni, l’ultimo capoverso recita: “Per coloro che ad oggi prestano servizio in strutture pubbliche o private in funzioni assimilabili all’Assistente alla poltrona, per un periodo di due anni dall’entrata in vigore del presente decreto, possono essere riconosciuti come crediti formativi le ore di stage e di esercitazioni pratiche svolte presso le rispettive sedi lavorative ed opportunamente documentate e certificate”.

In altre parole venivano concessi 2 anni di tempo (a partire dal 2 luglio 2007) per “regolarizzare” la propria posizione di ASO, potendo godere di uno sconto sul numero di ore di formazione indicate nella delibera. La situazione che si è creata è che chiunque svolga le mansioni proprie dell’ASO senza essere in possesso del diploma professionalizzante sta effettuando un esercizio abusivo della professione, dunque, secondo il parere degli esperti della Regione, non potranno più lavorare, in Lombardia, a fianco dell’odontoiatra, persone che non siano state formate per la propria professione e che non abbiano conseguito il titolo di studio regionale.

Rappresentatività sindacale, un diritto costituzionale

 

Giova ricordare al lettore che le assistenti di studio odontoiatrico sono diventate una realtà professionale, grazie all’individuazione del mansionario previsto nei Contratti Collettivi Nazionali di categoria.

A tale proposito ricordo in modo particolare:
– il protocollo d’intesa firmato in data 09/01/2001 tra ANDI e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL;

– il CCNL firmato il 2 gennaio 2007 tra CONFSAL/FESICA e CONFIMPRESA, il primo in cui il mansionario, opportunamente aggiornato, era parte integrante del CCNL stesso;

– Il CCNL firmato il 24 aprile 2009 tra FISMIC/ISA/SIASO e CONFIMEA.

L’ultimo tassello che fino a qualche anno fa mancava, era quello dell’effettiva rappresentatività sindacale.

Cosa intendo con questa affermazione?
Fino a gennaio 2007 a firmare i Contratti Collettivi Nazionali in rappresentanza dei lavoratori è sempre stata presente la triplice sindacale CGIL-CISL-UIL.

Non lo specifico Sindacato nazionale di categoria in quanto non esisteva.

Nel 2007 è nato SIASO (Sindacato Italiano Assistenti di Studio Odontoiatrico) che risulta essere, ad oggi, l’unico sindacato di categoria. SIASO è quindi stato chiamato da CONFIMEA a firmare, nel 2009, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti degli studi professionali insieme a FISMIC e ISA.

Questa è la vera rappresentatività!
Non dimentichiamo la decisione n. 212 del 9 gennaio 2008 della sezione Lavoro della Corte di Cassazione nella quale si afferma che la rappresentatività sul piano nazionale di un’associazione è legata alla sottoscrizione di “Accordi di natura gestionale”. Cioè di Contratti Collettivi Nazionali.

Chi vuole allora parlare di problemi sulla professione delle ASO, non può non confrontarsi con il sindacato, che rappresenta gli interessi delle assistenti di studio odontoiatrico, cioè SIASO. Come sindacato SIASO è giovane ma si sta imegnando fortemente nell’ambito della formazione per realizzare, in collaborazione con l’Ente Bilaterale di settore EBI.GEN. e con il provider accreditato EPOCHÈ, i primi corsi di riqualificazione, fortemente sostenuti da COI AIOG.

Risultato questo di grande, grandissimo livello.

La posizione ed il ruolo dell’assistente di studio odontoiatrico, dunque, sono già state chiarite, messe nero su bianco in un profilo professionale scritto in un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dalla regione Lombardia e molto atteso dalla categoria, che si è sentita in stand-by per molti anni. È ora adesso di imprimere una svolta, smetterla di fare chiacchiere e lavorare tutti insieme perché il Sindacato delle assistenti diventi una grande forza rappresentativa per i diritti e le dignità delle lavoratrici.

Fulvia Magenga

Segretario Nazionale SIASO

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