Assistenti di studio: il primo congresso del sindacato Siaso

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Maggio 2012

A MILANO “LA PRIMA” DELL’ORGANIZZAZIONE GUIDATA DA FULVIA MAGENGA

 

Cinque anni fa gli assistenti di studio erano rappresentati da associazioni storiche come l’Aiaso di Anna Maria Girardi e l’Idea di Paola Barbera, ma non da un sindacato, teso a sventare contratti atipici o non-contratti e trappole connesse. Ora le cose sono cambiate. La figura ha un profilo abbozzato, ha due contratti e ha appunto un sindacato professionale, il Siaso (Sindacato italiano assistenti di studio odontoiatrico), guidato dalla milanese Fulvia Magenga, che chiede soprattutto rispetto per operatrici e operatori. E che proprio a Milano ha tenuto il primo congresso, con un parterre importante e argomenti di primaria attualità sul piatto. La formazione, per esempio.

Il progetto del profilo verso il traguardo ha ormai un anno il progetto del ministero della Salute sulla qualificazione delle assistenti di studio odontoiatrico, che si muove in parallelo a un progetto di legge parlamentare presentato dal deputato Erminio Quartiani (Pd). Prodotta con il contributo delle associazioni di categoria e la supervisione dei sindacati degli odontoiatri, la bozza ministeriale è ora al vaglio della conferenza stato-regioni e ci sono elementi che fanno prevedere un’approvazione in tempi rapidi. L’ideale sarebbe di progettare entro l’anno un corso snello, svolto da enti regionali accreditati. Sullo sfondo di questo processo, nell’orbita di Confsal lo scorso febbraio Siaso ha siglato un nuovo contratto con Italia Impresa, associazione di datori di lavoro rappresentata da Claudio Palerma, firmatario del precedente contratto dei datori di lavoro di Confimea che aveva introdotto nel 2008 il riconoscimento della figura di assistente di studio odontoiatrico ed elementi innovativi. Hanno siglato quest’anno per la parte datoriale anche l’associazione dei provider Assipro e i valutatori dei sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro riuniti in Aina.

 

Nel frattempo, era stato firmato a dicembre 2011 dal sindacato Andi con Confprofessioni il rinnovo del contratto “tradizionale” degli assistenti degli studi professionali, quelli rappresentati dalla Triplice (CgilCisl-Uil), nei cui livelli di competenza la figura di assistente di studio odontoiatrico è ugualmente rappresentata. In quest’ultimo contesto Siaso non è ufficialmente presente ma ciò non ha impedito a Magenga di prendere contatti con l’Andi e al rappresentante dell’Andi Alberto Libero di presenziare al primo congresso Siaso. Tanto che non sarebbe impossibile alla prossima firma trovare al tavolo di Confprofessioni anche il Siaso (un sindacato può stare a due tavoli diversi e firmare per la stessa categoria due contratti diversi, entrambi depositati al ministero del Lavoro, quali quelli Italia Impresa e Confprofessioni). Cinque anni di progressi «Il sindacato degli assistenti di studio odontoiatrico nasce cinque anni fa», racconta il leader degli Aso Fulvia Magenga. «Pensavamo ci volesse un sindacato, ma eravamo poche per affiliarci alla Camera del lavoro. Crescendo, ci presentammo alla Confederazione dei sindacati autonomi dei lavoratori Confsal e fummo accolte; sotto quella veste con ancora poche centinaia di iscritti firmammo il contratto del 2008. Oggi siamo duemila iscritte – il 90 per cento donne – articolate in tutta Italia, abbiamo due studi legali che lavorano molto per noi (e non è un buon segno) e una voce in parlamento, rappresentata principalmente dal deputato Quartiani promotore del disegno di legge sulla nostra figura: una proposta attenta anche alla necessità d’impostare un processo di riqualificazione del personale occupato e privo di titoli formativi ufficiali, e che per tale attenzione verrà ricordata almeno finché il testo in esame alla conferenza stato-regioni non verrà formalizzato. Ma in questa proposta ci siamo anche noi. Nel 2011 Giovanni Leonardi, direttore generale del ministero della Salute, ed Enrico Gherlone, consigliere del ministro della Salute per l’odontoiatria, ci hanno convocati per disegnare il nuovo profilo, dov’era stata inserita la proposta relativa ai contenuti formativi della nostra attività. Sempre nel 2011 Siaso ha acquisito ulteriori iscrizioni e ha chiesto di diventare una delle federazioni di Confsal per acquisire ulteriore visibilità. «La stella polare di tutti questi sforzi – continua Magenga – è la qualifica ufficiale per centomila figure che hanno contribuito alla crescita dello studio odontoiatrico: ricordo che fin dal 1978 l’Unione Europea auspicava l’istituzione di un ruolo e di un titolo specifico, e l’Italia non sarebbe certo il primo paese ad adeguarsi, ma probabilmente uno degli ultimi». C’è bisogno di assumere Conferma la circostanza Carlo Guastamacchia, decano degli odontoiatri e precursore del team odontoiatrico. Da leader dell’Andi negli anni Settanta Guastamacchia fondò la commissione per la prevenzione stomatologica e cercò invano a livello istituzionale interlocutori per una valorizzazione delle figure del team odontoiatrico, incluse le Aso. Con lui era impegnato Giulio Cesare Leghissa, titolare dello studio dove Magenga è cresciuta professionalmente. E Leghissa oggi spiega perché c’è tanto bisogno di assistenti di studio da noi, in un momento in cui l’inasprimento degli studi di settore crea qualche problema nel reclutamento di personale e nelle assunzioni. «Tempo fa ho cronometrato il tempo necessario all’assistente di studio per completare le operazioni di pulizia, disinfezione e sterilizzazione in uno studio come il mio dove si effettuano circa 7500 interventi all’anno: il “riordino” prende 16 minuti dopo ogni seduta, ai quali vanno aggiunti 30 minuti di riordino serale e 3 minuti di preparazione per ogni seduta non operativa. Sono in tutto 5640 ore di lavoro che escludono il tempo dedicato ad altre attività: ho calcolato che in un anno, solo per applicare i protocolli avevo bisogno di un’assistente e mezza. Chi lavora con una sola assistente non può, per e – sempio, applicare i protocolli internazionali sulla prevenzione delle infezioni crociate. E anche se i sistemi di sterilizzazione moderni hanno abbattuto in parte i tempi di lavoro, uno studio monoprofessionale con medio volume d’attività ha bisogno di non meno di due Aso: costi incomprimibili nel cui valore non abbiamo ancora fatto rientrare i costi per la formazione».

Il nuovo contratto

Un cenno a parte merita il nuovo contratto collettivo per i dipendenti di studi professionali firmato con Italia Impresa e valido dal primo febbraio 2012 al 31 gennaio 2015, completo di parte economica. Il contratto Italia Impresa prevede 40 ore di lavoro settimanali per l’Aso ma anche una disciplina dettagliata dell’apprendistato (per la quale rimandiamo al link www.siaso.org) e una dei contratti di lavoro diversi da quelli classici a tempo indeterminato, che contemplano la riqualificazione di figure da tempo inattive o qualifiche per le quali valgano specifici incentivi all’assunzione come il contratto di inserimento, la somministrazione di lavoro, i lavori intermittanti, ripartito e part-time. L’accordo, che fa salvi trattamenti migliori ottenuti in contrattazioni di secondo livello, per l’area sanitaria struttura i lavoratori in sette livelli inclusi i quadri. Gli Aso si trovano al 3° livello, al 4° livello super e al 4° livello. In sintesi, il profilo che al 3° livello ha mansioni anche organizzative e competenza “elevata” e al 4° super ha competenza “discreta”, al 4° livello deve comunque aver maturato specifiche competenze sulle seguenti mansioni basilari: preparazione manipolazione e stoccaggio di materiali dentali riordino disinfezione sterilizzazione preparazione manutenzione e pulizia di piccolo e grosso strumentario ed attrezzatura manutenzione decorosa di tutte le aree dello studio decontaminazione e disinfezione di tutti gli ambienti di lavoro competenze informatiche per front-office, gestione appuntamenti, controllo e aggiornaento schedari, archiviazione e catalogazione materiale radiografico e iconografico, rapporti con fornitori e collaboratori esterni, disbrigo pratiche amministrative. Ci sono poi specifici capitoli destinati alla gestione del mobbing e persino delle molestie sessuali, ma Claudio Palerma per Italia Impresa pone l’accento soprattuprattutto sull’attenzione alla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione degli infortuni, da quest’anno garantita anche da una nuova figura, il mediatore della sicurezza, «che trasforma uno studio tecnicamente a norma in un luogo dove sono continuamente in atto processi efficaci di prevenzione, favorendo tutte le dinamiche relative al rispetto delle procedure di sicurezza: uno psicologo della sicurezza e per i comportamenti “sicuri”».

La formazione continua con l’ok Siaso-Confsal Si prevede all’articolo 12 la partecipazione ad almeno: 4 ore all’anno per addetti appartenenti al 4° livello 8 ore all’anno per gli addetti del livello 4° super 12 ore all’anno per i livelli 3° e 2° o prediligere FAD e/o e-earning o prevedere la collaborazione con atenei e associazioni scientifiche attive nei settori di interesse specifico La certificazione della formazione continua è registrata dall’Ente erogante sul Libretto formativo del cittadino previsto dall’art. 2, lett. i) del D. Lgs n. 276/2003. L’accreditamento dei soggetti abilitati alla formazione continua è demandato all’Ente Bilaterale. 

fonte (pdf): assistentistudio